“Il giovane favoloso” di Mario Martone

Giacomo Leopardi: pagina quaranta ,capitolo secondo.
Ricordo parole fluttuare nell’aria viziata di una classe superiore.Ricordo volti annoiati e sbadigli affaticati. Letture e sottolineature frettolose, senza pensare a che mondo straordinario si celasse dietro quei versi. Quando poi il cinema facilita le cose, diviene tutto più immediato. Non ci costringe ad un banco di scuola. Poltrone comode, popcorn e davanti a noi sempre lui, Giacomo il pessimista, Giacomo lo studioso che non aveva tempo per nessuno se non per la sua biblioteca infinita di libri senza mai confrontarsi con il mondo esterno. Presentato alla 71° Mostra del Cinema di Venezia “Il giovane favoloso” non è un film, è un’esperienza. La bravura di Elio Germano ci fa toccare con mano la vita sofferta e complicata del più ostico tra gli autori della letteratura italiana. Rapporti complessi in ambito familiare, problematiche fisiche ostacolano la felicità del giovane Giacomo costretto alla rassegnazione e ad un pessimismo tanto decantato nel quale aveva imparato a convivere. Immagini oniriche oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo. Un’idea di Leopardi che rimane aperta allo spettatore, senza costrizioni, senza sentirsi necessariamente legati alla biografia. Martone costruisce una sequenza di immagini fatte di scansioni teatrali, citazioni letterarie ed evocative ai limiti del delirio. Il Germano/Leopardi fuori del suo tempo, dannato dalla sua condizione umana fa viaggiare lo spettatore dagli esordi della sua carriera in quel di Recanati fino ad arrivare a Roma, Firenze e Napoli. Proprio a Napoli si concluderà la parentesi di vita di Leopardi con la poesia “La ginestra”, volgendo lo sguardo al futuro, regalando un messaggio di solidarietà, di speranza nell’umanità, tanto crudele quanto straordinaria. Ed eccoci li,accanto ad Elio Germano,davanti a noi lo scheletrico squallore e la solitudine: il deserto non è rallegrato da alcuna pianta e da alcun fiore ad eccezione dell’ odorosa ginestra, che cresce persino nelle zone desertiche.
Raffaela Russo

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