Sanremo 2015: ritrovarsi a parlare della solita musica italiana.

Si è conclusa da pochi giorni la kermesse musicale per eccellenza nel nostro Paese.

Non posso esimermi dall’affermare che hanno colpito il mio ascolto ben poche canzoni.

La fa da padrone sempre la polemica in costante agguato e il tentativo davvero imbarazzante di pseudo critici musicali di improvvisarsi stilisti, evidentemente annoiati dal loro lavoro tanto da giudicare più gli abiti di scena che i pezzi in gara.

Come al solito Sanremo riesce a rappresentare l’Italia contemporanea, non per i gusti musicali ovviamente, ma per quelle scelte vecchie di proporre stili, post guerre mondiali, sotto le mentite spoglie di giovani interpreti.

Sto parlando proprio di quella enorme fetta conservatrice che domina il Bel Paese e che vorrebbe che i giovani ripetessero il già visto e già sentito per placare la sete di vecchiume e alleviare l’allergia al progressismo e all’innovazione, per non sentirsi troppo messi da parte in un mondo che corre sempre più veloce.

Vi starete chiedendo a chi o cosa mi stia riferendo, ebbene parlo di canzoni in gara che farebbero impallidire Nilla Pizzi e Orietta Berti in primis.

Il mio riferimento va a Il volo con l’interpretazione di “Grande amore” che ascoltarla nel 2015 in radio o in tv fa realmente rizzare i capelli.

Ma anche altri interpreti non hanno certo eccelso di originalità, per questo motivo ho deciso di elencare le mie pagelle a riguardo:

Annalisa – Una finestra tra le stelle: orecchiabile ma non incisiva, testo poco originale e l’unica nota di colore è data dalla sua voce. 6

Malika Ayane – Adesso e qui: raffinata e impeccabile interpretazione sul palco, ma non merita il podio a mio avviso. 6,5

Marco Masini – Che giorno è: uno dei potenziali vincitori. Sottovalutato. Bene sul palco e ritornello coinvolgente e orecchiabile. 9

Chiara – Straordinario: uno degli esempi di quel vecchiume di cui parlavo. Ritornello e voce ok, ma manca di originalità. 6

Gianluca Grignani – Sogni infranti: radiofonica, una canzone alla Grignani e convincente. Avrebbe potuto vincere,con giurie competenti si intende. 9

Nek – Fatti avanti amore: che dire del vincitore morale del Festival? Bel pezzo ritmato,     radiofonico e più giovane di tanti giovani. 9

Nina Zilli – Sola: se Malika Ayane ha raffinatezza, lei ha classe da vendere e lo dimostra   sia col pezzo che con le esibizioni. 7

Dear Jack – Il mondo esplode: come avremmo potuto fare senza i Modà sul palco? ops… i Dear Jack scusate. Scherzi a parte, meglio loro dei Modà. 5,5

Alex Britti – Un attimo importante: l’ennesima conferma che Alex Britti è un grande         chitarrista, capace di creare atmosfere musicali incredibili,ma la canzone, in termini di gara, non incide molto; tuttavia merita un sei per la qualità. 6

Biggio e Mandelli – Vita d’inferno: non sono cantanti, la loro ironia però a mio avviso li     premia e sono gli unici a parlare di attualità,cosa che non dovrebbe mancare in un Festival di questa portata. 5

Moreno – Oggi ti parlo così: non avrei voluto valutare questa canzone che senza un filo   logico trasporta il rap sul palco di Sanremo. Sovrastato dal 17enne Kaligola. 3

Bianca Atzei – Il solo al mondo: voce fastidiosa, canzone inutile e soprattutto da dove è   uscita fuori? Addirittura in gara tra i Big. 3

Raf – Come una favola: le giurie avrebbero dovuto conoscere le condizioni di salute di Raf prima di giudicarlo. La bronchite gli chiude ingiustamente le porte della finale.           Il pezzo è bello e meritava molto di più. 8

Lara Fabian – Voce: esatto, solo la voce c’è, perchè assistiamo ad un’incomprensione delle parole cantate e a un pezzo vecchio vent’anni. 3

Di Michele-Coruzzi – Io sono una finestra: bel testo, bel messaggio ma tra i due è Coruzzi che ha più voce e ho detto tutto. 5

Il Volo – Grande Amore: bocciata. Testo che se l’avesse cantato qualcun altro sarebbe stato deriso per decenni,ma cantato da tre voci del genere viene messo da parte. Credo sia stata una presa in giro verso gli altri artisti la loro vittoria,perchè questo vecchiume non andrà in radio e in tv, ed ha precluso ad altre canzoni,meritevoli più della loro,di partecipare all’Eurovision.

Anna Tatangelo – Libera: col tempo anzichè modernizzarsi è regredita in uno stile di leggera italiana simil neo-melodico. inascoltabile. 3

Nesli – Buona fortuna amore: che dire, è bravo, ma la canzone non incide quanto potrebbe. 6

Irene Grandi – Un vento senza nome: significato da leggere tra le righe, belle sonorità     ma manca un’esplosione, un urlo grintoso che mi sarei aspettato da Irene Grandi. 6

Lorenzo Fragola – Siamo uguali: questo vizio di bombardarci di vincitori di talent             dovrebbero toglierselo.Una partecipazione sbiadita e una canzone che non è da meno. 3

Armando Castellano

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