Homeland: il meglio deve ancora venire?

images

Terminata l’ultima stagione di una serie tv, dopo la disperazione arriva l’elaborazione.

Quando una serie è ben fatta,e con ben fatta intendo; recitazione magistrale, sceneggiatura originale e buona presa sul pubblico, ti aspetti tanto, tantissimo. Così è stato per HOMELAND. Se state cercando uno svago che vi permetta di spegnere il cervello, allora non fa per voi, è  un thriller intricato che  richiede  molta attenzione, e di conseguenza spettatori attivi. In molti hanno definito questa serie tv, come la sola capace di raccontare una faccia dell’America, post 11 settembre. Guai a definirlo politically correct, anzi  critica in maniera feroce l’operato dell’amministrazione Obama in Medio-Oriente, sarebbe una follia definirlo tale.

Prima stagione, seconda stagione, gap tipico della terza stagione e perfezione con la quarta. In attesa di scoprire cosa accadrà nella quinta stagione, cercheremo di far luce sulle scelte di questa serie.  La serie ha per protagonisti Carrie Mathison un’agente della CIA, e Nicholas Brody un sergente dei Marine che viene liberato dopo otto anni di prigionia in Iraq. Una volta tornato a casa, acclamato come eroe di guerra,non è chiaro il suo ruolo. Carrie inzia ad indagare su di lui, sul suo passato. La lotta al terrorismo è il tema cruciale della serie. Ma non solo, Homeland va a scavare dentro l’animo umano così in profondità da non poter lasciare indifferenti. I dialoghi, la linearità narrativa e la recitazione sempre concitata, sempre frenetica. Ogni scena ha senso sia in se stessa sia presa in rapporto alle altre.

Uno dei personaggi più complessi e sfaccettati degli ultimi anni della storia della serialità televisiva è sicuramente quello di Carrie. La sua interprete, la pluripremiata Claire Danes, si è rivelata un’attrice davvero superba. Il disturbo della malattia di Carrie viene trattato in maniera realistica, senza vittimismo e ipocrisia. Carrie rappresenta l’antieroina. Caparbia, spigliata intelligentissima, ma è anche estremamente vulnerabile. Homeland non è una storia di eroi: è una storia di esseri umani, pronti a tutto persino a  stravolgere le proprie vite per amore, per il lavoro, per il paese. Le scene d’azione sono tutto sommato poche rispetto alle scene in cui ci sono confronti tra i personaggi.
La prima stagione si chiudeva con Carrie in ospedale pronta a sottoporsi a una seduta di elettroshock: l’ultima immagine, come ricorderanno i fan, è un’inquadratura degli occhi della protagonista che ha un’improvvisa e importantissima rivelazione un secondo prima che la corrente elettrica le attraversi il cervello.
La seconda, invece, si chiudeva con l’esplosione di una bomba posizionata nella macchina di Brody e con la conseguente morte dei più alti ranghi della CIA, per non parlare del filmato registrato dall’ex marine che ricompare improvvisamente e viene trasmesso da ogni televisione locale e nazionale.  La terza con la morte di Brody, scelta poco condivisa dal pubblico. La quarta stagione è iniziata con mille pregiudizi, tanto che c’è chi non le ha neanche dato una chance, ma giunti all’ultimo episodio si può affermare con certezza, che sia stata di gran lunga migliore della precedente, riportando Homeland ai livelli di un tempo.

Sapete qual è l’unica cosa che davvero manca a questa serie tv? Una colonna sonora! Per il resto non ci resta che attendere la quinta stagione.
Raffaela Russo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...