Perchè le serie italiane non convincono mai?

Ci provo, e riprovo ma non mi convincono mai.

La nostra tradizione di fiction e sitcom è sempre stata diversa: meno cinematografica,più sentimentale,più famigliare.Le varie fiction (pensiamo ad Un medico in famiglia, Braccialetti rossi ecc) seguono un filone  estremamente rassicurante. Le altre (Squadra antimafia, L’onore e il rispetto, Le tre rose di Eva, ecc)  tentano di approcciare ad un telefilm d’azione che solitamente vanifica ogni tentativo nelle battute iniziali, con un falsissimo accento siciliano pronunciato da attori romani che non hanno mai visto nemmeno dal buco della serratura il docente di dizione.

Scartando Rai e Mediaset, passiamo al solo protagonista,Sky.

Dopo Romanzo Criminale e Gomorra, per Sky (che è un po l’HBO e la NETLIX italiana) è il turno di 1992.  La selezione di grandi telefilm stranieri offerti dal pacchetto Sky è immensa ma se si parla di casa nostra si riduce a poche produzioni, che si destreggiano a fatica tra House of cards e The Walking dead. Romanzo Criminale ci aveva sorpresi, Gomorra è riuscito persino a diventare un tormentone ( sta senza pensier ) ma con 1992 si fatica.

Qualitativamente parlando ci siamo. Bravi gli attori (Tea Falco a parte).La regia e la fotografia degne di qualsiasi produzione straniera ma quello che manca è una buona sceneggiatura. Le banalità e i ritornelli diventati mantra, quelle battute che giocano sull’ essere italiani sono vecchie. Ogni personaggio ha una sua struttura, un suo background, una sua storia. Lo spettatore cerca questo.

La Milano di Di Pietro e di Dell’Ultri ci piace ma perchè non fermarsi “solo” a questo? La sensazione che si ha è che ci siano troppi elementi e poco tempo per sciogliere la matassa. Stereotipi degli anni 90, le vallette stile Non è la Rai, l’HIV, il denaro facile. Manca il dialogo, le scene si prolungano nel tempo, il mistero non suscita curiosità anzi infastidisce. La presenza di Berlusconi incombe costantemente e se non viene citato viene piazzato nell’ombra.

Il problema delle serie italiane forse è legato alla ricerca forsennata di elementi che coinvolgano lo spettatore. Troppa carne sul fuoco, si perdono di vista i personaggi, si rischia di inciampare in stereotipi antipatici ( vedi il leghista rigorosamente ignorante). Il problema di questa serie è che non racconta l’Italia del 1992. Una politica divisa tra mazzette e donne a gogo ( vedi vallettopoli). 1992 racconta paradossalmente l’ Italia che siamo ancora.

Tralasciando la gioia di vivere che Tea Falco emana quando recita, e la monoespressione di Stefano Accorsi la serie merita un’opportunità.

R.R

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