Il nazional-populismo di Spielberg:”Il ponte delle spie”

Il nuovo acclamato film di Spilberg “Il ponte delle spie”tratto da una storia vera, ambientato nel periodo della guerra fredda merita una recensione. 

Scritto dai fratelli Coen e diretto da Spilberg  ambientato durante il periodo della Guerra Fredda, racconta dello scambio tra una spia sovietica e due cittadini americani organizzato nel 1957 a Berlino Est – sul Ponte di Glienicke – da un avvocato assicurativo di Brooklyn, interpretato da Tom Hanks. 

Il film è suddiviso in due parti: una prima parte che si svolge in America, la solita America in cui trionfa la giustizia vera con tutta una serie di stereotipi (poliziotti idioti,indottrinamento scolastico,agenti cinici). La second parte si svolge a Berlino. Le immagini stonano e si imbatte nei soliti è già visti elementi topici della città distrutta dei ladri e del freddo.  
La grata dei cortili che i ragazzini americani scavalcano per gioco viene sovrapposta in maniera didascalica ad una sparatoria avvenuta davanti al muro di Berlino mentre delle persone tentavano di oltrepassarlo. 

Elementi grotteschi che cozzano con la bravura di Spilberg e con il solito eroismo americano che fa acqua da tutte le parti.

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