13 MOTIVI PER VEDERE “13 REASONS WHY”

di Raffaela Russo

Custodire dei segreti a chi non è capitato? Ma se quei segreti diventano enormi finiscono per sormontare la nostra vita. Questo è quello che accade ad Hannah, protagonista della serie “13 REASONS WHY” tratta dal libro di Jay Asher.

Violenza  – Cyberbullismo – Omosessualità  – Amicizia  – Confronto Genitori e Figli  – Depressione  – Isolamento -Bullismo- suicidio  sono questi temi trattati nel il primo teen drama prodotto da Netflix.

Hannah si toglie la vita. Qualche giorno dopo un suo compagno di classe, Clay Jensen, trova un pacco sulle scale di casa al cui interno ci sono delle cassette in cui Hannah spiega i tredici motivi che l’hanno spinta a uccidersi. Clay comincia ad ascoltare le cassette, ma così facendo rischia di scoprire uno sconvolgente segreto che coinvolge Hannah e alcuni suoi compagni di scuola.132

 

Una serie dal tono vintage; colonna sonora, abbigliamento, cassette, che fanno da cornice ad un disagio adolescenziale che può capitare o esser capitato a chiunque di noi. Una storia forte e  anticonvenzionale di grande impatto emozionale, in cui una tematica così importante come il bullismo che occupa anche a grandi titoli i fatti di cronaca italiana, diventa  il leitmotiv di 13 Reasons Why. Si vocifera che ci sarà una seconda stagione, che la produttrice Selena Gomez avrebbe confermato:

L’ultimo episodio per molti ha solo lasciato dei punti irrisolti, ma la necessità di una seconda stagione non sussiste. Ciò sposterebbe l’attenzione sulla tematica centrale della serie, con l’unico scopo di creare una nuova storyline.

Recensionando: Animali notturni

A Tom Ford deve piacere davvero molto il ritmo di Lynch, le sue trame intricate e quelle strade buie, a noi invece piace tanto Jake Gyllenhall.

Ansia e inquietudine, personaggi e ambientazioni riconducono a uno stile tipicamente americano, strade buie, personaggi introversi, animali notturni è questo. La trama ruota attorno a Susan Morrow, è una curatrice d’arte di Los Angeles, conduce una vita agiata ma vuota insieme al marito Hutton Morrow, con il quale ha un rapporto di pura apparenza. Durante un weekend, mentre il marito è via per un viaggio di lavoro, Susan riceve un pacco inaspettato nella cassetta delle lettere, si tratta di una bozza del romanzo, scritto dal suo ex marito. il titolo del libro è appunto “Animali notturni” a lei dedicato. Edward, il suo ex marito incoraggia Susan tramite un biglietto e a leggere il libro e a chiamarlo. Il romanzo è dedicato a lei ma il contenuto è violento e devastante. Susan è molto colpita dalla scrittura di Edward e non può fare a meno di ricordare i momenti più intimi della loro storia d’amore. Tra le pagine del romanzo Susan sempre più chiaramente percepisce una minaccia velata, molto aggressivo ed eccessivo ciò la costringe a rivalutare le scelte fatte.

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Un film assolutamente consigliato. Trasmette un’estrema estetizzazione dei corpi proprio come si nota dall’apertura del film, che ricorda moltissimo Paolo Sorrentino e il suo stile, vestiti perfetti ed impeccabili, con intenti oscuri ed estremamente noir.

Chi è la vittima? chi è il carnefice?

Raffaela Russo

PERCHÉ GUARDARE STRANGER THINGS

Anni 80, Winona Ryder e i Clash in sottofondo, devo aggiungere altro?

Lo storytelling in tutti i campi si sta dirigendo verso un tipo di narrazione sempre più di genere, riconoscibili, che appartengono all’immaginario popolare. Hanno una serie di caratteristiche narrative ben specifiche, dagli indumenti fino ad arrivare alle musiche, dunque questo fa si che lo spettatore si affezioni. Ecco perchè in ambito cinematografico stanno tornando in voga film come Ghostbusters, Star Wars, Ritorno al futuro e simili con incassi sicuri creando dei fenomeni di culto.

Ma veniamo a Stranger things.

Elementi e personaggi fanno di questa serie sia un gioiellino. La storia ruota attorno alla scomparsa di un bambino in un paese apparentemente tranquillo. Si incrociano varie vicende che hanno a che fare con il paranormale. Tante sono le citazioni estetiche e cinematografiche,E.T ecc. Una serie che tiene incollati, se siete degli amanti del genere fantascientifico con un pizzico  di horror non potrete lasciarvi sfuggire. Netflix conferma che ci sarà una seconda stagione.

Raffaela Russo

Jeeg robot, gli eroi di periferia 

A cura di Raffaela Russo 

Si è tenuta al MAXXI di Roma durante la manifestazione “la repubblica delle idee” la conferenza su Jeeg Robot. 

Interviste e approfondimenti hanno accompagnato per circa due settimane i tanti visitatori del Maxxi. 

 Il film che ha avuto un grandissimo successo di pubblico, ha convinto tutti, persino la critica. Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria e Luca Marinelli ha in tal senso sdoganato qualcosa nel cinema italiano. 

Il regista ha spiegato che in Italia è ancora possibile fare dei film è che non abbiamo nulla da invidiare al cinema americano. L’eroe di borgata, insolito per la tradizione cinematografica in perfetto stile americano si è fatto strada vivendo numerosi premi e incassando per intere settimane al botteghino. L’eroe Jeeg, non nutre alcun interesse verso il prossimo o per il bene comune, unico scolo della sua vita è arrivare a fine giornata, commettendo qualche  furto qua e là. Una donna,l’esatta proiezione di sè, la sua parte debole lo cambierà. Il regista racconta che il ruolo di Ilenia Pastorelli è stato essenziale per far emergere la parte mancante di questo anti-eroe, ostile nei confronti della vita. 

Proprio come accade nell’osannato cinema americano, il protagonista Claudio Santamaria si è immedesimato totalmente nella parte, prendendo ben 20 kg a suon di budino. 

Proseguendo il paragone Americano, i supereroi della Marvel and co. prevedono dei budget assurdi, costi inarrivabili per un cinema come quello italiano  sempre sul filo del rasoio. Mainetti, ci ricorda che il buon cinema non ha necessariamente bisogno di mezzi ultraterreni per esprimersi, basti pensare che alcune scene sono state doppiate in casa eppure nessuno lo avrebbe mai saputo se non lo avesse svelato, timidamente il regista.

Dunque il cinema italiano c’è, anche se con fatica ma questo inverno ormai passato ha dato i suoi frutti, la rinascita è avvenuta e il merito va a registi temerari, che non si arrendono al primo “No” di in qualunque produttore. 

Slenderman: la storia.

Questa storia ha inizio nel 2009, quando un fotografo (Eric Knudsen) partecipando ad un concorso, ritoccò alcune foto inserendovi una misteriosa figura: Slenderman.

Le foto ebbero un tale impatto sulla giuria che ricevettero il primo premio.

Ma cosa raffiguravano realmente? Una creatura oscura, il cui corpo è composto da tentacoli o lunghe braccia e un viso caratterizzato dall’assenza di naso,bocca e occhi.

Le foto,rigorosamente in bianco e nero, per mezzo degli internauti, crebbero di importanza a tal punto che venne a crearsi una leggenda.

Si racconta che nei luoghi frequentati da Slenderman si verificassero sparizioni di bambini.

Ovviamente,trattandosi di una leggenda recente, risulta poco credibile che questa figura e gli spaventosi avvenimenti che segnano la sua comparsa possano essere reali.

Tuttavia è sempre il mondo del marketing a muoversi per primo, e, a seguire, le industrie di videogames e cinema.

Il videogioco indipendente “Slender: The Eight Pages” ha colto al balzo l’occasione di sfruttare un nuovo elemento di paura, con tanto di pubblicità fatta da youtubers italiani (uno su tutti Favij).

Secondo il New York Times e Variety, la Sony Pictures sarebbe in trattative per produrre e distribuire un film su Slenderman ,cogliendo la ghiotta occasione di sfruttare un personaggio nuovo e in grado di creare scalpore specialmente tra un pubblico più giovane, facilmente suscettibile dunque, un po’ come accadde tanti anni fa con un altro film che sconvolse il mondo creando un’ aura di mistero attorno alla veridicità dei fatti, ovvero “The blair witch project”.

Bisognerebbe preoccuparsi delle conseguenze, specialmente nella società americana, di film basati su false storie come questa.

Basti pensare che nel 2014, in Wisconsin, due adolescenti uccisero con 19 coltellate una compagna con l’intenzione di sacrificarla allo Slanderman perché realmente convinte della sua esistenza.

La paura di qualcosa, di un mostro da cui difendersi, fa parte della natura umana, in costante ricerca di una vittima e attratta da figure misteriose, forti e terribili a cui credere.

Ma insomma a questo Slanderman dobbiamo credere davvero o no?

Nel corso della storia di figure mitologiche simili ne abbiamo traccia nella mitologia tedesca del XVI secolo citato anche da Goethe come quella di un uomo alto che aggirandosi nei boschi rapisce bambini; altri riscontri letterari e raffigurativi li ritroviamo in continente americano e in Scozia e Russia.

Tutto in relazione alle paure e alla vicende di cronaca che costituiscono parte della nascita di questi miti, quasi in relazione alla volontà delle società di giustificare fatti conosciuti con spiegazioni cariche di mistero o prive di senso.
Dunque noi non crediamo a questo personaggio, e voi?

In basso una breve galleria di avvistamenti dello Slenderman.

 

                                                                                           -Armando Castellano-

 

La rinascita del cinema italiano

In Italia si fanno ancora bei film, lo possiamo dire forte. Jeeg Robot e Veloce come il vento ne sono la prova

Dopo aver fatto incetta di premi ai David di Donatello Jeeg Robot l’action-movie torna in pista (è proprio il caso di dirlo) con “ Veloce come il vento”. Se Claudio Santamaria nei panni di Jeeg  eroe di borgata ( di nome Enzo Ceccotti)  Stefano Accorsi va veloce come il vento.

Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza  disumana. Ombroo, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

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Nel caso di “Veloce come il vento” lo scenario cambia. Ambientato nel mondo delle macchine da corsa si insinua spaventosamente un film di Matteo Rovere con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. La storia di un vecchio pilota di rally, Loris De Martino, estremo e senza regole.

La passione per i motori scorre da sempre nelle vene di Giulia De Martino. Viene da una famiglia che da generazioni sforna campioni di corse automobilistiche. Anche lei è un pilota, un talento eccezionale che a soli diciassette anni partecipa al Campionato GT, sotto la guida del padre Mario. Ma un giorno tutto cambia e Giulia si trova a dover affrontare da sola la pista e la vita. A complicare la situazione il ritorno inaspettato del fratello Loris, ex pilota ormai totalmente inaffidabile, ma dotato di uno straordinario sesto senso per la guida. Saranno obbligati a lavorare insieme, in un susseguirsi di adrenalina ed emozioni che gli farà scoprire quanto sia difficile e importante provare ad essere una famiglia.

Due film italiani straordinari, emozionanti ed inaspettati. Finalmente!

Raffaela Russo

Monica chi? Il cast del nuovo Twin Peaks

Dai non può essere vero. La Bellucci nel cast della nuova stagione di Twin Peaks?  A quanto pare dalla recente lista dei 217 attori della nuova stagione diretta da David Lynch ci sarebbe anche la Bellucci oltre a David Duchovny, Tim Roth, Naomi Watts, Jim Belushi. La rete CBS ha annunciato l’intero cast. La famosa serie televisiva le cui due prime stagioni andarono in onda tra il 1990 e il 1991 che mia madre mi proibì di vedere considerando l’alto tasso di omicidi non mi impedirono nel tempo di recuperare. Dopo una scorpacciata del cinema e dell’universo Lynciano ho iniziato ad inseguire i fantasmi dell’universo personale del buon David. Twin Peaks, divenne da subito un fenomeno di massa. La serie televisiva statunitense fu ideata da David Lynch e Mark Frost, ambientata nella cittadina di Twin Peaks situata nello Stato di Washington. L’apparente tranquillità di questo piccolo paese degli Stati Uniti d’America viene turbata dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, figlia unica del noto avvocato Leland, nonché una delle ragazze più popolari della città. Le indagini sono affidate alla locale polizia e anche all’agente speciale Dale Cooper dell’FBI e permettono di far affiorare il lato oscuro e nascosto del luogo e dei suoi abitanti. L’atmosfera inquietante, sovrannaturale, e talvolta grottesca ricorda quella dei film horror; mentre le caratteristiche campy e i ritratti melodrammatici di personaggi bizzarri. I film di Lynch costituiscono l’esperienza di radicale di superamento del tradizionale ordine della realtà. Questa sua visione surreale a tratti onirica di configurazione complessa della realtà, rende tutto un universo a parte nel quale, una volta entrati non si vorrà più uscire. 

Raffaela Russo